ELEMENTI CONTROLLATI
ELEMENTI CONTROLLATI
TVOC CO2
Il termine “Composti organici volatili totali”, o TVOC, viene utilizzato per descrivere un gruppo di composti presenti nelle emissioni o nell’aria ambiente.
Sono composti chimici inquinanti caratterizzati da una certa volatilità in atmosfera. Le proprietà chimiche dei TVOC variano notevolmente. Si tratta essenzialmente di una miscela complessa di centinaia di composti organici volatili (COV). Possono avere un forte impatto sulla qualità dell’aria degli ambienti indoor.
Quali sono le fonti
Le emissioni di TVOC provengono da diverse fonti. In ambienti indoor possono liberare VOC nuovi arredi, apparecchiature per ufficio, detergenti per la pulizia, prodotti vari. Le fonti di TVOC in ambienti chiusi possono includere anche:
• Vernici
• Tessuti
• Colle
• Vernici
• Disinfettanti
• Fumo
Effetti dei TVOC sulla salute
I TVOC sono pericolosi e la loro inalazione può essere dannosa per la salute. Gli effetti dei TVOC dipendono dalla loro composizione chimica, dalla quantità di esposizione e dalla ventilazione circostante. Gli effetti possono essere, dal disagio sensoriale a gravi alterazioni dello stato di salute. Alcuni di essi sono riconosciuti cancerogeni. E’ stato ipotizzato che l’inquinamento indoor da VOC possa costituire un rischio cancerogeno per i soggetti che trascorrono molto tempo in ambienti confinati (fonte Ministero della Salute). La concentrazione massiva dei TVOC negli ambienti interni è stato associato alla “sindrome dell’edificio malato”.

Per convertire un valore espresso in ppb (perti per miliardo) è necessario utilizzre la seguente formula, considerando il peso molecolare delle sostanze pari a 110 g/mol
Di conseguenza 1 ppb TVOC corrisponde a 4.5 µg/m3:
Le conosciamo tutti: abitazioni mal areate, aule soffocanti e sale riunioni puzzolenti. La colpa, oltre che all'umidità e alla temperatura, è attribuibile innanzitutto all'anidride carbonica espirata. Un gas inodore e insapore, percepibile dall'uomo solo per i suoi effetti negativi: malessere, difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni. L'uomo inala l'ossigeno presente nell'aria durante l'inspirazione e rilascia anidride carbonica nell'aria durante l'espirazione. L'aria inspirata contiene il 21% di ossigeno e lo 0,035% di anidride carbonica. L'aria espirata, invece, contiene solo il 16% di ossigeno, ma già il 4% di anidride carbonica.
L'anidride carbonica è tossica per l'uomo ad una concentrazione del 2,5%, ma già a partire da una concentrazione dello 0,08% (800 ppm) di anidride carbonica le prestazioni, la concentrazione e il benessere sono compromessi.
In ambienti chiusi come aule, uffici o sale riunioni, in cui spesso si trovano molte persone e in cui l'aerazione può essere limitata, già dopo pochi minuti si possono riscontrare valori di anidride carbonica compresi tra 5.000 e 6.000 ppm. I sensori di CO2 misurano in modo affidabile la concentrazione di CO2. I valori misurati servono al comando dell'aerazione come indicatore per aumentare il flusso di aria fresca. Tipica concentrazione di CO2 (in ppm) e relativi effetti sull'uomo.
Gli edifici moderni dispongono oggi di un ottimo isolamento termico, grazie alle normative di legge. Al fine di ridurre al minimo i costi di riscaldamento, le finestre, le pareti esterne e i tetti sono isolati così bene, da rendere impossibile uno scambio d'aria. La conseguenza è che, oltre ad un aumento della concentrazione di CO2, vi è anche un aumento dell'umidità che porta rapidamente alla formazione di muffa nell'abitazione. I rischi legati alla salute a causa delle spore fungine e non solo sono quindi previsti. Per evitare in modo duraturo rischi per la salute e danni all'edificio vi è una continua necessità di ventilazione proprio negli edifici moderni, come case passive e a basso consumo energetico. Ecco che allora entrano in gioco i sensori di CO2: questi sensori possono inviare un segnale all'automazione degli edifici, ad esempio, l'impianto di ventilazione aumenta il flusso di aria fresca o fa aprire automaticamente una finestra.


PM2.5 Temperatura/Umidità
Le polveri fini, denominate PM2,5 (diametro inferiore a 2,5 µm), sono delle particelle inquinanti presenti nell'aria che respiriamo. Queste piccole particelle possono essere di natura organica o inorganica e presentarsi allo stato solido o liquido. Le particelle sono capaci di adsorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche quali solfati, nitrati, metalli e composti volatili.
Le fonti principali di polveri fini sono:
• Fonti naturali
• Incendi boschivi
• Attività vulcanica
• Polveri, terra e sale marino alzati dal vento (il cosiddetto aerosol marino)
• Pollini e spore
• Erosione di rocce
• Fonti antropogeniche
• Traffico veicolare, sia dei mezzi diesel che benzina
• Uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico (carbone, legna e gasolio)
• Residui dell'usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture
• Attività industriale
Effetti sull'uomo e sull'ambiente
Le PM2,5 possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell'apparato. Le polveri potrebbero addirittura entrare nel circolo sanguigno e poi nelle cellule.
Studi epidemiologici e tossicologici, hanno dimostrato come l'inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polver nell'aria tanto maggiore è l'effetto sulla salute. Gli effetti di tipo acuto, sono legati ad una esposizione di breve durata a elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli.
Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, come asma o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Gli effetti di tipo cronico dipendono da una esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori come diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica. Per soggetti sensibili è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo.


Spesso quando ci preoccupiamo del benessere all’interno di un luogo pensiamo solo alla giusta temperatura, dimenticando che anche il livello di umidità influisce sulla salute. Un livello di umidità troppo elevato o troppo basso, infatti, può avere effetti negativi sulla salute.
È bene sapere che ad un aumento della temperatura corrisponde un basso livello di umidità e che l’umidità ideale dovrebbe registrare valori che si aggirano tra il 30% e il 70%.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito dei valori di riferimento che indicano il livello di umidità ideale, basandosi sul rapporto tra temperatura e umidità ottimale.

Temperatura ed Umidità ideala consigliata dall’OMS
⠀18°C ⠀tra 60% e 70%
⠀19°C ⠀tra 50% e 70%
⠀20°C ⠀tra 40% e 70%
⠀22°C ⠀tra 40% e 60%
⠀>24°C tra 30% e 40%

I principali fenomeni che determinano problemi di umidità negli edifici sono:
• infiltrazioni: ad esempio dovute alla non integrità della copertura dell'edificio, rottura di fognature o di tubazioni di impianti, ecc;
• capillarità: nei muri di fondazione degli edifici che poggiano direttamente sul terreno l'acqua risale automaticamente per capillarità ed evapora dalle superfici esposte all'aria
• condensazione: la condensazione è un fenomeno esclusivamente generato dallo stato dell'aria all'interno di un edificio. Ovvero dalla sua temperatura e dal suo contenuto di vapore. Ogni metro cubo d'aria può contenere solo un massimo di grammi di vapore ad ogni temperatura. Più l'aria è fredda meno vapore può contenere prima raggiungere il suo "punto di saturazione" oltre il quale l'eccesso viene espulso sotto forma di goccioline. Questo si forma quindi laddove l'aria interna viene raffreddata dal venire a contatto con superfici fredde all'interno dell'edificio.
Ai fini della corretta diagnosi di una situazione bisogna tener presente che a parte queste tre non ci sono altre fonti di umidità Ognuna di queste tre fonti è a sé stante, ma possono, ovviamente, agire in concomitanza l'una dell'altra.
La temperatura
È la proprietà fisica che registra il trasferimento di energia termica da un sistema a un altro.
Quando due sistemi si trovano in equilibrio termico, non avviene nessun trasferimento di energia e si dice che sono alla stessa temperatura. Quando esiste una differenza di temperatura, il calore tende a muoversi dal sistema che viene detto a temperatura più alta verso il sistema che diremo a temperatura più bassa, fino al raggiungimento dell'equilibrio termico.